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Le fiamme gialle arrivano ad Isernia

Cortina, Portofino, Milano, Napoli, Sanremo ed ora anche Isernia. La Guardia di Finanza al lavoro anche sul territorio pentro con una serie di controlli, o come spesso vien detto, “ordinari accertamenti”.

Nella serata di ieri, importanti i controlli in alcuni locali della movida isernina. Le direttive sono state chiare e ben indirizzate alla verifica delle reali condizioni fiscali ed lavorative di proprietari e dipendenti. Gli accertamenti sono stati implacabili: scoperto qualche lavoratore, cosiddetto, “in nero”, prezzi stranamente elevati rispetto al giusto importo, così come, rilevata l’immancabile e, purtroppo diffusa, mancata emissione degli scontrini. Al lavoro, oltre una ventina di uomini della compagnia provinciale d’Isernia delle Fiamme Gialle. Tutto all’insegna della massima discrezione e professionalità. Sui numeri dei vari controlli, per ora, c’è il massimo riserbo, forse anche in virtù degli altri interventi che potranno tenersi nei prossimi giorni, ma, a ben vedere l’andamento nazionale, forse Isernia non sarà tanto diverso. L’auspicio è che ovviamente i controlli possano avere un risvolto più educativo che altro. Del resto, evadere il fisco è un danno che ricade inevitabilmente sull’intera comunità con aumenti di tasse o, peggio di disservizi di varia natura. E, le fiamme gialle, in questo momento, su tutta la nostra penisola, stanno operando per un vero e proprio ritorno alla legalità. Su questo gli italiani sono concordi e gradiscono operazioni del genere, magari ce ne fossero dippiù, qualcuno avrebbe detto. Le tasse sono un dovere di tutti e non solo di pochi volontari. Qualcuno, qualche tempo fa, asserì che “pagare le tasse è bellissimo”, gli attacchi arrivarono compatti su ogni fronte. Altri tempi, altri contesti. Oggigiorno, con una crisi che fa piangere chiunque, anche chi non dovrebbe, pensare di dovere pagare anche per chi non sa neanche cosa siano, le tasse, le accise o quant’altro, allora ben vengano gli uomini della fiamme gialle ed i loro controlli ordinari.

servizio di: Antonio Ioele – riprese di: archivio – montaggio di: Simone Casetti

[servizio andato in onda il 18.02.2012 _ emittente TVi Molise]

 
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Apre “InterAzioni”, giovani cavesi in mostra a Positano

Published on 13 agosto 2011 by

Positano _ Giovani fotografi e futuri talenti saranno in mostra con i loro scatti a Positano in “InterAzioni”. Ideatore dell’iniziativa è Marcello Di Donato, artista cavese e docente universitario che ha così deciso di far conoscere giovani, semplici amatori dell’arte fotografica. I sei espositori ovvero Antonio Bisogno, Katia Fedele, Marianna Scannapieco, Roberto Milione, Renata Frana, Simone Capuano sono tutti di Cava de’ Tirreni ed alla loro prima esperienza. “Queste immagini sono varie come le personalità che le hanno prodotte – spiega Marcello Di Donato – come le personalità che le hanno prodotte, e raccontano la vita sospesa delle cose e gli approcci alla fotografia spontanei ed originali, influenzati, tuttavia, dagli echi della fotografia contemporanea di tendenza”. Tutti gli scatti dei neo fotografi saranno esposte dal 14 al 30 agosto, con ingresso gratuito, in una suggestiva galleria di Positano in via Cristoforo Colombo. “Le foto in mostra sono il prodotto dello sguardo attento di questi giovani talenti in cerca di un confronto con la realtà e con il mondo della fotografia – conclude Di Donato – raccontano di esperienze vissute e colte con sguardo raffinato e sensibile”.

“InterAzioni”, mostra fotografica ideata da Marcello Di Donato. Dal 14 al 30 Agosto, orario 10-13 e 17-23.

Pubblicato su Il Mattino del 13.08.2011

 
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Caos a Cava, blackout crea disagi

Published on 6 luglio 2011 by

Cava de’ Tirreni _ Nella tarda mattinata di ieri, intorno a mezzogiorno, durante un tipico temporale estivo, un violento fulmine si è abbattuto su di una centrale dell’alta tensione dell’energia elettrica nella zona di Fratte a Salerno. Questo ha causato un black-out di varie ore su tutto il territorio di Cava de’ Tirreni, Vietri sul Mare e parte della zona periferica settentrionale del capoluogo di provincia. Dopo qualche minuto di troppo, gran parte dei cittadini cavesi hanno deciso di contattare il numero preposto per segnalare i guasti e, speranzosi di poter parlare con qualcuno, si sono invece imbattuti in una serie di domande a trabocchetto che li ha portati a conoscere le già ben note aree oggetto del guasto e l’orario stimato per la risoluzione dello stesso, le 16:45. Nonostante la incomprensibile vocina meccanica del centro guasti, dopo circa tre ore, quindi prima dell’orario stimato, la corrente ha cominciato ad essere erogata su tutto il territorio di Cava de’ Tirreni, anche nelle frazioni che in verità, stando a quanto comunicato dalla Polizia Locale, hanno subito un doppio disagio. Infatti, il Corpo di Cava, Sant’Anna, San Giuseppe al Pennino, San Pietro, le zone più alte della valle hanno dovuto sopperire ad una mancanza di energia elettrica che a sua volta ha bloccato l’erogazione dell’acqua. Queste aree ricevono l’acqua unicamente grazie all’utilizzo di alcune pompe idrauliche elettriche che spingono il prezioso liquido, con la giusta pressione, dai pozzi a tutte le case. Sul fronte emergenze invece, nulla da rilevare se non interventi di routine per i Vigili del fuoco che, con i propri gruppi elettrogeni, hanno assistito due pazienti cavesi costretti all’interno dei cosiddetti polmone d’acciaio. “Siamo stati fortunati – dice un casco rosso contattato telefonicamente – noi abbiamo in dotazione tre gruppi elettrogeni, due erano a Cava e l’altro qui a Mercatello, bastava un’ulteriore emergenza per creare serie conseguenze. Abbiamo chiesto un aiuto anche al 118, ma ci hanno risposto picche”. Infine, tornando in valle, piccolo disagio per un automobilista che, per uscire dall’area di sosta con la propria auto, ha dovuto smontare la barra, ovviamente elettrica, del parcheggio.

Pubblicato su Il Mattino del 06.07.2011

 
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Caos sacchetti, ma il Comune rassicura

Published on 15 giugno 2011 by

Cava de’ Tirreni – “Nonostante siamo l’unico Comune virtuoso della nostra zona, ci ritroviamo a dover fronteggiare l’ennesimo potenziale problema spazzatura”commenta amaro Carmine Salsano Assessore all’ambiente ed al ciclo dei rifiuti del Comune di Cava de’ Tirreni. Nel recarsi presso i centri preposti alla distribuzione dei kit della spazzatura, molti cittadini cavesi si sono sentiti dire che i sacchetti erano finiti. Un problema non di poco conto per una popolazione cavese che si è sempre dimostrata virtuosa nella raccolta differenziata. Basti pensare che il comune metelliano ha una percentuale in termini di differenziaziata pari al 77% e, entro la fine dell’anno, secondo le stime di Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, dovrebbe toccare quota 79%. “Sapevamo del problema e già da qualche giorno ci siamo messi in moto per capire come e dove lavorare – dice l’assessore Carmine Salsano – la cosa non è sicuramente semplice, dato che, questa volta saremo noi, amministrazione comunale, a dover intervenire comprando direttamente le buste che distribuiremo ai cittadini. Una soluzione tampone necessaria per gestire al meglio la differenziazione dei rifiuti tra le mura domestiche”. Saranno, secondo i dati forniti dall’assessorato al ciclo dei rifiuti, oltre 100’000 i sacchetti acquistati per la spazzatura. Un approvvigionamento tale da consentire la gestione delle richieste dei cittadini di Cava de’ Tirreni per circa un mese. “La mancanza delle buste della differenziata è un problema verificatosi non sicuramente per una nostra mancanza – dice l’assessore – ma per le difficoltà finanziarie del Consorzio di bacino Salerno 1. Ogni anno, il nostro Comune, per l’acquisto delle buste della differenziata, spende oltre 400’000 euro”. L’improvvisa mancanza dei sacchetti usati per la raccolta della plastica, carta, indifferenziata e, del cosiddetto umido, nasce da un deficit del Consorzio dovuto ai ritardi nei pagamenti dei contributi dei vari comuni dell’agro che, a loro volta, hanno serie difficoltà nel risolvere gli scompensi di bilancio dettati dall’alto tasso di evasione fiscale. Questo crea, a sua volta, un mancato pagamento ai distributori di materie prime, i sacchetti della spazzatura per l’appunto, che decidono così di fermare i rifornimenti. A rimetterci, in tutto questo caos di dare/avere, sempre secondo l’assessore, è la comunità cavese “nonostante siamo un Comune che paga con regolarità il Consorzio, dobbiamo scontare le mancanze altrui. Deve far rifletter come la nostra politica sul ciclo dei rifiuti sia tra le migliori della Campania. Mi sembra un miracolo quando penso che non abbiamo aumentato le spese e che, addirittura, nel bilancio di preventivo del 2011 non c’è l’aumento della Tarsu”. Se il “virtuosismo metelliano”, come lo chiama l’assessore Carmine Salsano, è davvero lampante, allo stesso tempo però sono aumentati i controlli al fine di evitare il mancato rispetto delle regole: “Se molti cittadini non rispettano la differenziata, buttando indiscriminatamente nel sacco azzurro della plastica, ad esempio, anche il vetro o la carta, questo si traduce in costi maggiori per la comunità. Per evitare l’aumento dei costi dunque, abbiamo anche aumentato i controlli ed il personale addetto. Sono sicuro che questa sarà la strada giusta”. Nella giornata di oggi infine, il Prefetto di Salerno dott. Sabatino Marchione ha convocato tutti i rappresentanti dei Comuni alle prese con l’emergenza rifiuti per risolvere la questione: “Noi di Cava saremo presenti, anche se l’emergenza rifiuti non ci ha mai toccati direttamente”.

Pubblicato su Il Mattino del 15.06.2011

 
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Otto mesi per aprire

Published on 10 giugno 2011 by

Cava de’ Tirreni _ Finalmente a fine mese si comincia ed un nuovo punto vendita della catena «Ciro Amodio» vedrà letteralmente la luce. Un’ottima notizia soprattutto per i sei giovani cavesi che, dopo una delicata selezione, potranno essere assunti a pieno titolo nella nuova struttura. Un piccolo numero di giovani leve, ma un dato importante per Cava de’ Tirreni che, troppo sovente, vede partire i propri giovani per chissà quali mete lavorative. L’apertura del nuovo supermercato però ha avuto un ritardo di svariati mesi, dovuto a dei problemi tecnici per l’allaccio alla rete elettrica nazionale. Un ritardo snervante e apparentemente senza colpevoli che stava di fatto inducendo l’azienda partenopea a desistere all’apertura. Da stimolante novità a drammatica impresa, questa era diventata l’apertura di un nuovo punto vendita. Un mero problema tecnico stava rischiando di allontanare per sempre l’insperato contratto di lavoro per i giovani cavesi scelti e già formati per lavorare nei nuovi locali. Un’incomprensibile individuazione delle competenze tecniche stava apportando un danno economico all’azienda non solo per la spesa dovuta alla totale ristrutturazione del punto vendita, ma anche per il costo dovuto ai macchinari ovvero le celle frigorifere, i banchi frigo ed ovviamente i scaffali per l’esposizione dei prodotti, necessariamente già acquistati. Ma, come spesso accade in queste situazioni, è bastato mettere in comunicazione i vari settori tecnici per risolvere il problema. L’apertura dei nuovi locali in piazza Vittorio Emanuele II è stata infatti pianificata per la fine del mese. Traguardo raggiunto grazie alla disponibilitù degli amministratori del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, in particolare dell’assessore alle attività produttive Mario Pannullo. “Non possiamo permetterci di far allontanare chi ha deciso di investire capitali nel nostro territorio e, soprattutto, nei nostri giovani – commenta l’assessore – la collaborazione fattiva con i vari assessorati, ha consentito di riportare alla normalità una questione che rischiava di tramutarsi in vergogna per la nostra città. Per il futuro sarà necessario maggiore coordinamento, ma per ora sono soddisfatto per la buona notizia: assunti 6 giovani cavesi”.

Articolo del 10.06.2011 MAI pubblicato

 
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Ancora polemiche sulla scuola dei Pianesi

Published on 6 giugno 2011 by

Cava de’ Tirreni _ Torna a scrivere il Comitato Rione Pianesi capeggiato da Domenico Milione, questa volta, per dissentire dall’emendamento al bilancio ideato dal consigliere di rifondazione Mazzeo e deliberato dall’ultimo consiglio comunale. «Ennesimo atto di scarna democrazia» che, con il voto di maggioranza e parte dell’opposizione, stanzia 100’000 euro per il riassetto del II circolo didattico. “Apparentemente una modica somma per un grande progetto – si legge sulla nota del comitato – a cui dovrebbero seguire chissà quanti altri soldini per finanziare una proposta, che il Comitato Rione Pianesi ha da sempre respinto al mittente, perché ritenuta dispendiosa che porterà all’inevitabile chiusura della scuola dell’infanzia che primaria”. Un riassetto necessario per il circolo didattico, ma che viene finanziato dalle casse del Comune di Cava de’ Tirreni comunali anziché dall’ente provincia, circostanza che, secondo Domenico Milione, contraddice quanto sancito dalla delibera di Giunta n.377 del 7 dicembre 2010. “Ad oggi, la nostra proposta non è stata presa minimamente in considerazione né tantomeno discussa in Commissione. Sembra che alla luce di quanto accaduto – si legge ancora nel comunicato – artatamente ne è stato bloccato sul nascere l’eventuale percorso istituzionale, contrariamente a quanto accaduto per la proposta di Rifondazione Comunista, che sancisce la chiusura della scuola??». Un comunicato apparso anche sulla pagina ufficiale facebook del Comitato a cui ha risposto anche il consigliere Gravagnuolo: «Quell’emendamento ha portato solo all’appostamento in bilancio di una somma per manutenzione scolastica, una eventuale riorganizzazione dei plessi è subordinata alla valutazione di importanti parametri. Niente quindi è perduto».

Pubblicato su Il Mattino del 10.06.2011

 
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Scuola, elementari a Santa Maria

Published on 5 giugno 2011 by

Cava de’ Tirreni _ “Mercoledì pomeriggio alle 15 saremo in Provincia per comprendere non solo la reale fattibilità di quanto deliberato nell’ultimo Consiglio comunale di Cava de’ Tirreni, ma anche per avere una stima sulla realizzazione della cittadella studentesca”. Queste le prime parole di Vincenzo Passa, assessore alla scuola del comune metelliano. “In questi giorni sono state messe in giro tante voci, molte delle quali tese a strumentalizzare politicamente il problema scuola. Poco importa, domani sarò con i miei tecnici a parlare con l’Ingegnere capo della provincia di Salerno Lorenzo Criscuolo per capire la fattibilità ed i costi del trasloco del professionale-alberghiero all’ITC “Della Corte”. Nella stessa circostanza – dice Passa – avrò modo di parlare della cittadella studentesca “. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale emerse che, con il completamente di alcuni plessi, come l’ex-Vanvitelli, si sarebbe ottenuta una cittadella scolastica opera fortemente voluta anche dal Presidente Cirielli. Grazie alla cittadella, secondo Passa,  si verrebbero a creare le condizioni tali per portare tutto il secondo circolo didattico a via XXIV maggio. Fine dei problemi dunque, ma l’assessore precisa: “Se la riunione di domani dovesse concludersi con un nulla di fatto, daremo necessariamente il via all’altra soluzione, quella votata nell’ultima assise cittadina e che porterà le elementari del secondo circolo a Santa Maria al Rifugio. Auspico quindi che tutto possa risolversi nel medio periodo”. Sul fronte genitori, le cose non vanno meglio. Una delegazione di oltre 200 genitori, ha chiesto ed ottenuto di incontrare Nunzio Carpentieri, attuale assessore provinciale alla scuola. Dall’incontro, sarebbe emersa la fattiva volontà dell’assessore Carpentieri di comprendere meglio la questione per poi poterla risolvere nel migliore dei modi. Una risposta troppo “evasiva” per qualcuno, “diplomatica” per altri, ma sicuramente ben lontana da quanto probabilmente auspicato dalla stessa delegazione. Intanto la “questione scuola” in valle metelliana non accenna a trovare soluzione.

pubblicato sul Il Mattino del 05.06.2011

 
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Chiusura del Social Tennis, i soci parlano

Published on 5 giugno 2011 by

Cava de’ Tirreni _ Dopo oltre 70 anni costellati da eventi, tornei internazionali di tennis, musica, cultura e divertimento, il Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni rischia di chiudere. La Giunta cittadina, il 26 maggio scorso, all’unanimità, ha deliberato lo sfratto della storico sodalizio metelliano che vive “nella persistente morosità e che, nonostante le richieste di pagamento per canoni di locazione non pagati, non ha adempiuto al saldo degli stessi”. Una notizia, quello dello sfratto, che ha causato non poche discussioni, e che non aiuta di fatto, la difficile situazione associativa dell’antico sodalizio. In poco più di sette anni, il Tennis Club ha perso oltre un centinaio di iscritti passando dai circa 360 del 2003 ai quasi 200 del 2010. Un dato serio che avrebbe dovuto portare ad un’altrettanto seria riflessione sulle politiche associative da adottare per attrarre giovani leve che invece, nei locali del club, sono considerati dei meri “forestieri”. Chiunque a Cava de’ Tirreni sa che il Social Tennis Club ha potuto annoverare, tra i suoi iscritti vere e proprie personalità come l’avvocato Mario Parrilli, principe del Foro di Salerno. Il tennis, con la sua storica conchiglia, la piscina, i due campi da tennis e le “sale da gioco”, ha cercato di dare spessore e lustro alla vita sociale di Cava de’ Tirreni per tanti decenni. “Vederlo morire, dopo aver fatto tanto per mantenerlo in vita, lascia davvero l’amaro in bocca – ci dice un ex socio – io me ne andai per una serie di ragioni, in primis gli impegni lavorativi che mi tennero per tanti anni fuori dai confini della Città e quindi dal tennis. Quello che si sta verificando è di complessa lettura: da una parte c’è un presidente che chiede di poter pagare il giusto e, dall’altra, un sindaco che ha necessità di risanare il proprio bilancio”. Qualche altro socio poi, fa riferimento ad un decadimento che la scelta del comune ha solo ulteriormente evidenziato: “Il decadimento del nostro tennis ha avuto inizio quando, tanti anni fa, fu chiusa la piscina – ci racconta un socio – da quel momento c’è stato poco da fare, si è innescato una sorta di effetto domino, e, con il passare degli, siamo arrivati a duecento soci”. Altro dato è da evidenziare per una ex socia: “Io sono convinta che l’amministrazione capirà e andrà incontro alle problematiche dello storico club. Ma, in tutto questo, quanti sono realmente i soci che sono entrati nel club negli ultimi anni e quanti di questi sono giovani. Come possiamo pensare ad un futuro per il tennis senza le nuove leve?”.

pubblicato su Il Mattino del 05.06.2011

 
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Rubano 5 kili di rame

Published on 29 maggio 2011 by

Cava de’ Tirreni _ Furto di rame a Cava, sottratti oltre 10 kili. A scoprirlo a proprie spese, un noto professionista cavese M.S. che, negli scorsi giorni, ha notato alcune grondaie della propria abitazione mancanti. Salito sul piano più alto della casa a Croce, ha potuto solo constatare che, qualche delinquente gli aveva sottratto oltre 5 metri di grondaia. «Quando mi sono reso conto dell’accaduto, sono rimasto senza parole, per crederci sono dovuto salire sul terrazzo più alto. Ad essere sincero – confida il cavese – mi ha dato fastidio non tanto il furto quanto il al tetto che, mi hanno detto, dovrebbe aggirarsi intorno ai 1500 euro». Per togliere la grondaia, i ladri hanno dovuto dapprima strappare i supporti che sono ancorati alle tegole. «Tirando con violenza i sostegni della grondaia – racconta M.S. – hanno dovuto necessariamente fare leva sul tetto spaccandolo di netto sul lato e spezzando le ultime tegole, in pratica quelle che fanno gocciolare l’acqua nella grondaia. Ho deciso quindi di sporgere denuncia, sperando che qualcosa di buono possa accadere». Questa tipologia di furti sono diventati ingestibili soprattutto in prossimità di stazioni ferroviarie e cabine dell’energia elettrica vere e proprie miniere di rame. Malintenzionati infatti, una volta arraffato il metallo rosso, hanno la possibilità di venderlo al mercato nero con ricavi interessanti , circa 10 euro al kilo. «Perché non pensare ad una sorta di database in cui, tutti coloro che vogliono commercializzare il rame devono apporre le credenziali di venditore, compratore ed i relativi quantitativi – chiede il cavese – come accade per chi commerciano l’oro?». Una proposta interessante, ma di non facile attuazione. Il rame può, come qualsiasi materiale, avere svariate dimensioni, ma il più delle volte ha pesi e dimensioni abnormi, difficili se non impossibili da registrare.

Pubblicato su Il Mattino del 29.05.2011

 
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Telecamere attive, multe in arrivo

Published on 27 maggio 2011 by

Cava de’ Tirreni _ Dopo appena tre mesi dalla messa in funzione delle telecamere che controllano tutti i varchi di accesso sul Corso Umberto I, fioccano le multe, qualcuno parla di oltre 7000 verbali. Una cifra importante che diventa spaventosamente interessante se accostata all’ammontare della singola contravvenzione: circa 92 euro. Fin qui nulla di eclatante, ordinaria amministrazione, se non fosse che la maggior parte di quelle multe sono state notificate ad automobilisti che sono indubbiamente transitati da uno dei varchi, ma unicamente per raggiungere la propria abitazione. “Io dovrò 1800 euro di contravvenzioni al Comune unicamente per essere andato a casa mia” questo lo sfogo di Alfonso che è praticamente il sunto di quello che tanti altri cittadini e commercianti del centro riferiscono. Allo stesso modo poi, molti lamentano una pessima comunicazione da parte del Comando dei Vigili: “Io ho chiesto lumi per capire se, avendo la tessera magnetica per accedere da via Balzico, dov’è installato il pilomat, potevo passare anche da Piazza Duomo. Dal Comando mi dissero che non era possibile, se lo avessi fatto mi avrebbero multato. Tutto questo lo so, ma unicamente per la mia pignoleria, altrimenti avrei fatto la fine dei tanti miei concittadini che non potevano sapere e che, in buona fede, passavano dal Duomo”. Effettivamente il problema andrebbe ascritto su una comunicazione forse un po’ leggera dei Vigili che, secondo molti residenti del centro, non può essere affidata ad un cartello di carta, ridotto a pezzi dopo la prima pioggia di inizio aprile. Quando le telecamere furono attivate però, da queste colonne, fu proprio il responsabile della videosorveglianza Ten. Zito a mettere in guardia i cittadini nel rispettare i varchi di accesso riportati sui rispettivi permessi. A volte però le circostanze impongono l’accesso tramite altri ingressi: “Vogliono che passiamo da via Balzico – si domanda Pasquale, noto commerciante del Borgo – allora tengano sott’occhio quell’ingresso, troppe volte è occupato da auto in sosta. Penso che la questione possa risolversi solo ed unicamente con un incontro tra noi commercianti, i cittadini ed i responsabili della Polizia locale”. Una proposta condivisibile anche dai cittadini del centro storico che avrebbero voluto ricevere a casa le istruzioni per non ricevere le multe e non le istruzioni su come pagarle.

pubblicato su Il Mattino del 27.07.2011

 
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