Il sisma in Emilia così come quello de L’Aquila, Umbria, Molise, andando ancora più indietro, Irpinia, sono cose serie. Non certamente trattabili con operazioni figlie di un becero populismo. Provo rabbia nel leggere la proposta, nata dal web, che chiede di annullare la Festa della Repubblica del prossimo 2 giugno. Si parla di destinare i quasi 5 milioni di euro alle popolazioni dell’Emilia piuttosto che alle forze dell’ordine. Un granello di sabbia per un territorio che avrebbe bisogno di vagonate di denari per ripartire. Ed ancora una volta, i tecno – indignati, condividono sui principali ritrovi telematici. Nessuno però pensa … a ribadire il concetto che i tagli devono prevedere una metodologia che, nello specifico avrebbero una scelta “una tantum”. Come per dire, non facciamo la festa del 2 giugno, giriamo i 4,2 milioni di euro ai disgraziati dell’Emilia e non ci pensiamo più. E no, così proprio non va. Ci sono altre cose su cui battere, lottare e chiedere spiegazioni. Parlo delle Comunità Montane delle quali, ammetto l’ignoranza, non ho ancora capito la finalità, parlo degli stipendi dei dirigenti delle Pa e dei parlamentari. Argomenti su cui si sono spesi fior di parole, ma a cui nessuno ha dato seguito. Ed invece no, si vuole togliere una Festa Istituzionale per fare cosa ? Magari per togliersi qualche peso dallo stomaco ? Vergogna. Concludo ricordando che, con l’allora presidente Scalfaro, la Festa del 2 Giugno fu eliminata dall’agenda delle Feste della Repubblica. In quel periodo però, non mi sembra che la gente dell’Irpinia (o della Campania) funestamente colpita dal terremoto dell’80 sia uscita prima dai container di amianto. Ma di che cosa stiamo parlando ?

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